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Usa-Venezuela: il dopo Chavez

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Usa-Venezuela: il dopo Chavez

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In Venezuela la transizione sembra all’orizzonte.
Hugo Chavez vive ore difficili, dopo il quarto intervento subito all’Avana. Una fase che potrebbe ridisegnare i rapporti bilaterali con gli Stati Uniti, mentre si prepara la contesa in Venezuela al dopo Chavez.

Al microfono di Euronews Michael Shifter,presidente
di Inter-American Dialogue: “Questo è un Paese molto polarizzato, c‘è molta sfiducia e grande rancore, se Chavez muore si potrebbero verificare
una serie di lotte e manovre per ottenere il potere da tutte le parti e non ci sarà ordine. In tal caso, le forze armate potrebbero svolgere un ruolo molto importante.”

Gli Stati Uniti hanno smentito di voler interferire nel possibile processo di transizione in Venezuela nell’eventualità che il presidente Hugo Chavez non ce la faccia.

“C‘è la volontà degli Stati Uniti” – spiega Eric Olson, che fa parte del Woodrow Wilson International Center for Scholars – “e un grande interesse per ciò che accade lì e soprattutto il desiderio di proseguire nell’impegno per vedere costruita e conservata la transizione democratica del Venezuela.”

Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale del Venezuela, il principale cliente del petrolio con il 40% di esportatazioni:

“Il petrolio continua a fluire dal Venezuela agli Stati Uniti” spiega ancora Michael Shifter. “Il Venezuela ne ha bisogno per sostenere la sua economia. Sotto Chavez l’economia venezuelana è stata molto dipendente dal petrolio, come lo era stata prima, e gli Stati Uniti sono il principale consumatore, il primo mercato, anche se c‘è stato un tentativo di diversificazione. Tutto è stato impostato per favorire gli Stati Uniti.”

Le relazioni commerciali tra i due paesi sono rimaste intense. Anche se, tra le polemiche, nel corso degli ultimi anni entrambi hanno cercato di ridimensionare la dipendenza reciproca. Hugo Chavez rappresenta una delle voci maggiomente critiche degli Stati Uniti nel mondo, del suo antagonismo agli Usa il presidente ha fatto un tratto caratteristico della sua politica.

“C‘è stata una critica dura da parte Chavez contro gli Stati Uniti” – sottolinea Eric Olson. “E gli Stati Uniti hanno criticato alcuni aspetti del governo Chavez, ovviamente. Così le relazioni si sono raffreddate, ma in fondo c‘è sempre stata la volontà da parte degli Stati Uniti di dialogare con il Venezuela, per stabilire una relazione normale.”

Washington fa sapere che ogni passaggio che avrà luogo in Venezuela sarà il prodotto di decisioni prese dai venezuelani e non una soluzione “made-in-America”.

Il corrispondente di Euronews negli Stati Uniti Stefan Grobe: “L’amministrazione Obama ha già un programma per il dopo-Chavez, anche se il Dipartimento di Stato è stato molto attento a non farlo vedere. In cima alla lista dei desideri c‘è uno scambio di ambasciatori. Questo darebbe un significato vero e proprio all’ambasciata che è alle mie spalle.”