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Siria: è emergenza alimentare

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Siria: è emergenza alimentare

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L’emergenza umanitaria si acuisce ogni giorno di
più in Siria. Neve, venti gelidi e pioggia, in particolare ad Aleppo ed Homs, stanno duramente provando la popolazione, già in sofferenza per una guerra civile che in 22 mesi ha fatto oltre 60mila vittime.

La distruzione è ovunque. Le difficili condizioni climatiche non hanno fermato i raid dell’esercito
che ha bombardato nei giorni scorsi la periferia di Damasco. Intensi combattimenti si sono registrati anche ad Aleppo tra lealisti e ribelli.

Pane, farina e beni di prima necessità scarseggiano: sono numeri drammatici gli ultimi diffusi dal Programma alimentare mondiale (Pam) che lancia una denuncia.

Il Pam riesce con difficoltà a raggiungere circa 1 milione di persone ogni mese. Secondo le stime della Mezzaluna rossa siriana, almeno 2,5 milioni di persone avrebbero bisogno di assistenza alimentare.

Emergenza anche sul fronte dei rifugiati, l’esodo nei Paesi vicini è destinato a crescere a causa della violenza degli scontri e della stagione invernale.

Oltre 500mila il numero aggiornato dei profughi
fuggiti dal conflitto in Siria e registrati dall’Onu. Giordania, Libano, Turchia e Iraq sono i Paesi dove cercano accoglienza. Secondo le ultime stime, il loro numero potrebbe continuare a salire rapidamente e raggiungere la quota di un milione nel giugno 2013.

Le piogge torrenziali rendono ancora più dure le condizioni di vita nei campi di accoglienza, come raccontano le testimonianze che arrivano dal Libano.

‘‘Non abbiamo stufe – dice un uomo – per riscaldarci abbiamo bruciato piccoli pezzetti di legna e ci siamo stretti tra noi, ci siamo avvolti in coperte ma faceva davvero troppo freddo, lo giuro. La scorsa notte il freddo era tale che non siamo riusciti a dormire, c’era molto vento e ci pioveva addosso.”

“I bambini stanno morendo di freddo, fame e sete – racconta una donna. Guardate in che stato ci troviamo.”

Al freddo, senza cibo, acqua ed elettricità, in condizioni sanitarie precarie: il mese scorso
l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha lanciato un appello chiedendo fondi per un miliardo di dollari.