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Razzismo in campo. Bulgaria e Ungheria

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Razzismo in campo. Bulgaria e Ungheria

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“ammonite” dalla Fifa

Le sanzioni per razzismo contro Ungheria e Bulgaria accendono il fuoco delle polemiche e dividono le rispettive tifoserie fra comprensione e sbigottimento.

Contro i circa 30.000 euro di multa e il match a porte chiuse comminati dalla Fifa, la Federcalcio ungherese ha già annunciato ricorso. Tra i supporter c‘è però chi parla di salutare richiamo alla civiltà.

“Credo si tratti di una buona decisione – dice un giovane supporter -. Sarà una lezione per quel genere di tifosi. Che apprendano a comportarsi come si deve”.

Canti antisemiti e bandiere iraniane esposte ad agosto durante un’amichevole contro Israele sono tuttavia secondo altri gli eccessi di una minoranza. “Per colpa di un esiguo gruppuscolo – si lamenta un altro -, a pagare è tutto il nostro calcio”.

Indignazione che attecchisce anche tra gli spalti della tifoseria bulgara. Ingiusto, secondo molti, è che a scontare i cori razzisti intonati il 12 ottobre all’indirizzo del nazionale danese Patrick Mtliga siano squadra e maggioranza “sana” della tifoseria. “E’ una punizione ingiusta – dice un supporter – Nazionale e tifosi si trovano a pagare per qualcosa di cui non sono responsabili”.

La Fifa ha messo in guardia le federazioni di Bulgaria e Ungheria : ancora un sgarro, ha fatto sapere, e le due nazionali potrebbero essere squalificate dalla prossima Coppa del Mondo.