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Legislative in Israele, vittoria scontata

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Legislative in Israele, vittoria scontata

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In Israele, la vittoria della coalizione Netanyahu-Lieberman alle elezioni anticipate del 22 gennaio è data per scontata.

Il Likud di Netanyahu e Israel Beitnu di Avigdor Liberman, ex ministro degli esteri, otterranno 35-37 seggi sui 120 della Knesset, stando ai sondaggi.

A ottobre quando nacque, il pronostico per la coalizione era più favorevole: 43 seggi.
A cambiare le carte in tavola, l’entrata in scena di un nuovo attore: Naftali Bennett, milionario, ex colono e ex coordinatore dello staff di Netanayahu.

Il suo partito, Bayit Yehudi, la Casa ebrea, chiede l’annessione di una parte della Cisgiordania. I sondaggi lo danno in seconda posizione con 18 seggi.

Resta poi l’incognita delle formazioni di centro -sinistra.
Si è concluso per il momento senza un risultato operativo il vertice per formare un blocco anti-likud, caldeggiato dalla centrista Tzipi Livni, che fatti due conti, sa che il suo Tnua, in coalizione con il partito laburista e l’altra formazione di centro del giornalista Yair Lapid, intercettando il voto degli indecisi, raggiungerebbe 40 seggi.

L’idea della Livni, secondo cui è possibile imporre a Netanyahu, dopo le elezioni, di costituire un governo di unità nazionale con la coalizione di centro-sinistra, escludendo i partiti ortodossi ed ultranazionalisti, non è condivisa dai leader delle altre formazioni.

In Israele, gli elettori votano la lista, spetta poi al presidente incaricare il leader della lista della formazione del nuovo governo.
Finora nessuna formazione ha mai vinto da sole alle legislative.