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Tensione nella Repubblica Centrafricana a due giorni dai negoziati

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Tensione nella Repubblica Centrafricana a due giorni dai negoziati

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É con inquietudine che nella Repubblica Centrafricana si attende l’avvio dei negoziati. Martedí in Gabon si troveranno faccia a faccia tutti gli attori della nuova crisi scoppiata a dicembre: ribelli, il presidente François Bozizé con il proprio entourage e l’opposizione.
I ribelli ci saranno, anche se è sul campo che stanno soprattutto agendo: “Non so che cosa dovremo negoziare a Libreville – ha dichiarato il portavoce dei ribelli, Eric Masi – Forse si tratterà solo di spiegare ai rappresentanti della comunità dei paesi dell’Africa centrale il programma di transizione di cui chiediamo l’applicazione, con le dimissioni del presidente François Bozizé”.

La guerriglia composta da diverse anime chiede all’unanimità che il presidente centrafricano lasci il potere che ricopre da dieci anni.

Come prova di forza a pochi giorni dai nuovi negoziati i ribelli hanno preso il controllo di due città: Alindao e Kouango.

Per ora restano a 160 chilometri dalla capitale Bangui. Ma le vie d’accesso sono già occupate, come conferma un’abitante: “I ribelli hanno bloccato le strade, non si puó circolare. Il prezzo della carne è salito. Le persone prima ci aiutavano ora non possono piú farlo perché non ci sono trasporti verso Bangui. L’unica via aperta è quella per Bossangoa”.

A Bangui sono ufficialmente arrivati duecento soldati sudafricani per garantire la sicurezza del presidente François Bozizé. Nella regione c‘è il timore nella regione che la situazione possa precipitare.