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Assad alla nazione, dialogo con chi non ha tradito la Siria

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Assad alla nazione, dialogo con chi non ha tradito la Siria

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Bashar Al Assad torna a parlare, con il primo discorso ufficiale in sette mesi. Mentre a Damasco la folla giura di sacrificarsi per lui, il presidente siriano agita di nuovo lo sparaucchio del nemico esterno e degli oppositori definiti terroristi legati ad al Qaeda.
“C‘è chi vuole dividere il Paese”, sostiene, “e noi siamo disposti a dialogare con chi non vende la Siria agli stranieri”.

“La relazione tra gli oppositori e il regime siriano deve essere interna”, ha detto Assad. “Ma se una parte interna è gestita dall’esterno allora si tratta di una relazione tra l’interno e l’esterno, tra la liberazione del Paese e l’indipendenza del Paese. Adesso è diventato un affare di politica internazionale”.

Assad ha proposto un piano in varie tappe per un accordo politico: chiede l’interruzione della fornitura di armi ai ribelli e l’apertura di un dialogo per arrivare a una nuova costituzione da sottoporre a referendum.
A novembre in un’intervista aveva promesso di restare in Siria e di battersi fino alla morte.