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Olimpiadi, lancio bottiglia: a giudizio Gill-Webb

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Olimpiadi, lancio bottiglia: a giudizio Gill-Webb

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E’ andato sotto processo a Londra, cinque mesi dopo l’incidente che ebbe luogo lo scorso agosto.

L’uomo, Ashley Gill-Webb, entrò allo stadio Olimpico per la finale 100 metri maschili ai Giochi di Londra senza un biglietto valido, urlando insulti all’indirizzo di Usain Bolt prima di lanciare una bottiglia di plastica in pista.

Il 34enne è accusato di aver utilizzato un vecchio pass per entrare allo stadio e gridato “Bolt, sei cattivo, io voglio che tu perda”, seguito da un oscenità.

Dopo il lancio della bottiglietta, davvero poco olimpico, fu la judoka olandese Edith Bosch – che sedeva nella stessa sezione dello stadio – ad intervenire con risolutezza e tempestività,
spingendo Gill-Webb nella parte posteriore.

In aula, Gill-Webb ha negato l’intenzione di provocare molestie o allarme: il suo avvocato lo ha finanche definito “affetto da un episodio maniacale momentaneo”.

Tuttavia, i magistrati ritengono che l’uomo sapesse quello che stava facendo.