ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

India: la protesta contro le violenze sessuali

Lettura in corso:

India: la protesta contro le violenze sessuali

Dimensioni di testo Aa Aa

Contro la violenza sulle donne, condanne più severe e processi più veloci.

Lo chiedono i manifestanti indiani riuniti nei pressi del parlamento di New Delhi, dopo la morte di una studentessa, vittima di uno stupro collettivo a bordo di un autobus.

Due di loro sono in sciopero della fame da giorni:

“Le nostre proteste sono cadute nel vuoto finora”, denuncia Murarinath Kushwaha, fratello dei due scioperanti, “ma il governo deve fare qualcosa, sennò scateneremo il caos in questo paese. Deve snellire i processi, garantire la sicurezza delle donne, facilitare le denunce”.

Molte vittime tacciono per evitare la vergogna. E se parlano, devono affrontare la reticenza dei poliziotti, azioni penali che si trascinano per anni e una mentalità dura a morire:

“Una misura per ridurre tali crimini”, afferma Banwari Lal Singhal, membro del principale partito di opposizione Bharatiya Janata Party (Bjp), “potrebbe essere il divieto di indossare gonne e decolleté a scuola, in favore di pantaloni e magliette”.

“Perché dovremmo cambiare il nostro modo di vestire?”, ribatte la studentessa Gurjeet Kaur, “Perché gli uomini non possono cambiare mentalità? Una mentalità malata: lo stupro di gruppo a Delhi, quelli che si verificano qui a Alwar”.

E mentre il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, condanna la violenza, le preghiere continuano nel paese e in molte città sono state annullate le feste di fine anno in segno di lutto e protesta.