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Il 'Fiscal cliff' e lo spettro della recessione per gli Stati Uniti

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Il 'Fiscal cliff' e lo spettro della recessione per gli Stati Uniti

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È qui, al Senato degli Stati Uniti, che nelle prossime ore si deciderà se il ‘Fiscal cliff’ potrà essere evitato. In mancanza di un accordo, gli Stati Uniti andranno incontro all’aumento delle tasse e alla diminuzione della spesa pubblica.

Il ‘Fiscal cliff’ è il baratro fiscale in cui il Paese potrebbe precipitare se le misure per la riduzione del deficit dovessero davvero entrare in vigore come previsto automaticamente per il due gennaio.

In assenza di interventi, il deficit di bilancio per il 2013 arriverebbe a 1030 miliardi di dollari. Con queste misure sarà riportato a 600 miliardi. La riduzione di 430 miliardi di dollari sarà ottenuta grazie a un aumento delle imposte che faranno entrare nelle casse dello Stato 300 miliardi. L’aliquota più bassa passerà dal 10 al 15% mentre la più alta arriverà al 39 dal 35% precedente.

L’aumento delle imposte interesserà il 90% degli americani. Una famiglia media pagherà in più dai duemila ai tremilacinquecento dollari all’anno.

I restanti 100 miliardi arriveranno dalla riduzione della spesa pubblica. Di questi; cinquanta riguarderanno la difesa, mentre i cinquanta restanti essenzialmente i programmi sociali. Tagli, questi ultimi, che colpiranno soprattutto le classi meno agiate. Potranno essere ridiscusse le indennità di disoccupazione, aumenteranno i contributi per la previdenza sociale e potrebbero essere tagliate le risorse stanziate per la sanità.

Misure che, se da un lato ridurranno il deficit, dall’altro avranno un impatto decisamente negativo sulla crescita. Si stima che il PIL scenderà di quattro punti percentuali mentre la disoccupazione si attesterà al nove percento. Nel 2013 l’economia statunitense entrerà così in recessione. Facile immaginare le drammatiche ripercussioni sui mercati e sull’economia mondiale. La tanto attesa ripresa potrebbe allontanarsi ancora.