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Il Pakistan lancia in politica il figlio di Benazir Bhutto

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Il Pakistan lancia in politica il figlio di Benazir Bhutto

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La famiglia è cosa importante in Pakistan. Cinque anni dopo, nel giorno della commemorazione dell’attentato a Bhenazir Bhutto, premier donna assassinata da un kamikaze talebano, Asif Ali Zardari il vedovo, diventato nel frattempo presidente del paese, lancia in politica il figlio, Bilawal.
Appena 24enne, troppo giovane dunque per sedere in parlamento, il ragazzo è però considerato un promettente leader politico e l’orgoglioso papà nemmeno lo nasconde: “Voglio dirvi che, a Dio piacendo, ha terminato gli studi e adesso deve prepararsi. Lavorerà con voi con gli operai. E imparerà”.

Per il giovanotto è comunque già pronto un ruolo nella direzione del partito del popolo, la formazione del padre, dove il genitore è co-segretario generale. Ai pakistani questo endorsement pare normale: “È la prima volta che un governo termina il suo mandato di cinque anni. Non importa chi verrà dopo. L’importante è che la pace continui”.

La dinastia Bhutto-Zardari ha sempre convissuto con gli scandali. Lo stesso Asif Ali è soprannominato mister 10% per il sospetto vezzo di intascare mazzette di questa percentuale.

Accusato aver sfruttato il carisma della moglie, Asif Ali sembra convinto di prolungare l’influenza della propria famiglia sulla vita politica del paese con una faccia solo apparentemente nuova: quella di un ragazzino di 24 anni.