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Nord Kivu, ondata di violenze sessuali sulle donne

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Nord Kivu, ondata di violenze sessuali sulle donne

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La tensione nel nord Kivu resta alta. Nella provincia orientale della Repubblica democratica del Congo si teme che le incursioni a Goma delle milizie ribelli
compromettano la ripresa dei negoziati a gennaio. Nel clima di violenza generalizzato le donne pagano il prezzo più alto, gli stupri sono sistematici, uno ogni ora: “Stavo lavorando nella mia fattoria quando sono arrivati minacciandomi con le armi – racconta una vittima – mi hanno detto: ‘Se non ti fai violentare ti ammazziamo’. Hanno fatto ciò che hanno voluto e poi se ne sono andati”.

Molte violenze avvengono nei campi profughi e gran parte dei casi non vengono denunciati, tra le vittime molte bambine: “Entro le successive 72 ore somministriamo i medicinali necessari ad inibire l’HIV. Se ci sono complicazioni inviamo i pazienti all’ospedale” – racconta un medico nel campo profughi di Mugunga.

Questa crisi umanitaria gravissima si consuma nonostante nel Paese siano dispiegati 17 mila soldati delle Nazioni Unite: la missione con il contingente di pace più numeroso. Secondo gli operatori dell’Onu particolarmente difficile sarebbe l’intervento nelle zone di campagna, dove sulle violenze dei soldati non c‘è alcun monitoraggio.