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Hollande: "Su ostaggi in Africa meglio il riserbo"

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Hollande: "Su ostaggi in Africa meglio il riserbo"

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La Francia risponde alle accuse di Al Qaida nel Maghreb Islamico. Parigi lavora in silenzio per la liberazione dei suoi ostaggi in Africa, assicura il presidente Hollande, dopo che Abdel Hamid Abu Zeid ha affermato che la Francia ha smesso di negoziare. Ad ottobre, l’organizzazione aveva ammonito che ogni tentativo di blitz per liberare i rapiti potrebbe portare alla loro morte.

In questi giorni, un nuovo messaggio di Al Qaida: “L’interruzione delle trattative, il blocco totale, dipende dalla Francia. Noi siamo per negoziare. Noi l’abbiamo detto ai francesi, un anno fa.”

Secondo Hollande, non bisogna dare credito alle parole dei sequestratori: “Non sono certo i rapitori a poterci dare lezioni o dire come dovrebbe essere il negoziato. Il modo migliore per togliere i nostri connazionali dalle mani di coloro che li hanno catturati è mantenere il riserbo il più possibile e non avventurarsi in chissà quali polemiche.”

Le famiglie degli ostaggi si sforzano di conservare l’ottimismo, come la madre di Pierre Legrand, rapito più di due anni fa, che spiega: “Cerchiamo di rimanere fiduciosi, perché ci diciamo che se ci sono contatti c‘è la possiblità di discutere e questo ci dà la speranza di arrivare a una soluzione.”

Quattro francesi sono stati sequestrati nel Niger, uno in Nigeria, tre in Mali. Parigi è in una posizione delicata per le trattative, perché è in prima linea nel promuovere un intervento militare africano per scacciare i ribelli islamisti dal nord del Mali.