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Egitto dal caos politico a quello economico, borsa in picchiata

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Egitto dal caos politico a quello economico, borsa in picchiata

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Crollo del turismo, aumento della disoccupazione, sfiducia dei mercati. L’Egitto ha una nuova costituzione, ma non ha più un tessuto economico.

Il Paese si trova con le riserve di valuta ridotte al minimo. Ieri la borsa egiziana ha perso l’equivalente di circa 300 milioni di euro e gli investiori stranieri fuggono.

“Gli operatori finanziari egiziani sono preoccupati – spiega Abdel Kerim El Deki, di professione broker – Ogni giorno siamo testimoni del declino della borsa. Non è la prima volta che assistiamo a questo crollo”.

Il prestito da 4,8 miliardi di euro atteso dal Fondo Monetario Internazionale è sospeso fino all’introduzione delle misure di austerity. Chi teme il collasso del sistema bancario svuota i propri conti o compra dollari americani.

“Dopo la rivoluzione e il referendum, il turismo ha registrato un calo del 40% – ricorda Aly, un abitante del Cairo – Tutti questi avvenimenti hanno indebolito la moneta. Nel Paese giravano, non so, 6 miliardi di dollari in valuta estera e ora non c‘è nulla. Diminuiscono giorno per giorno”.

“Instabili sia sul versante politico che su quello economico – sostiene l’analista Hanan Ramsis – Siamo sull’orlo del baratro”.

Standard & Poor’s ha declassato il rating del Cairo a B-. Il Presidente Morsi ha due possibilità: aumentare le tasse e ottenere il prestito internazionale o evitare nuove tensioni di piazza e rischiare la bancarotta.