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Russia: è polemica sulla legge anti-adozioni da Usa

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Russia: è polemica sulla legge anti-adozioni da Usa

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Stop dalla Russia alle adozioni da parte di statunitensi. La normativa, chiamata Dima Yakovlev, è stata intitolata alla memoria di un bambino russo morto di attacco cardiaco nel 2008 dopo che il suo padre adottivo americano lo aveva lasciato per ore in macchina sotto il sole.

“È un risposta senza dubbio emotiva al Magnitsky Act varato negli Stati Uniti che viola molte norme internazionali” – dichiara il sentatore Ruslan Gattarov. “È una risposta adeguata della Federazione russa.”

Una norma controversa, criticata dalle organizzazioni per i diritti umani e anche da molti esponenti politici russi, come il ministro degli Esteri
Sergei Lavrov e il vice primo ministro con delega agli affari sociali Olga Golodets perché in contraddizione con accordi internazioni, tra cui il trattato bilaterale sulle adozioni firmato all’inizio dell’anno tra Stati Uniti e Russia.

“Io sono contrario” – dice l’avvocato Vyacheslav. “I bambini non devono essere oggetto di questa contesa, non hanno nulla a che fare con il divieto di ingresso agli ufficiali russi negli Stati Uniti.”

Dopo l’approvazione della Camera Alta del Parlamento, per l’entrata in vigore della legge, serve solo la firma di Putin. Una norma che il presidente ha difeso nel corso della conferenza stampa di fine anno: “La grande maggioranza dei russi è contraria all’adozione di bambini da parte di stranieri. Dobbiamo occuparcene noi. Spingere le famiglie ad accogliere gli orfani e quei bambini che non hanno la cura dei genitori.”

Secondo l’Unicef, in Russia circa 740mila bambini sono in attesa di affidamento. Negli ultimi 20 anni i dati del Dipartimento di Stato Americano dicono che oltre 60mila russi sono stati adottati da famiglie statunitensi.

“È una storia triste” – racconta Galina Sigayeva, che lavora per il ‘New Hope Christian Services’, un’agenzia che si occupa di adozioni. “Solo i bambini rifiutati dai russi vengono dati in adozione negli Stati Uniti. Non è un segreto per nessuno che la maggior parte dei bambini sono adottati da famiglie americane. Sono quelli che altrimenti rimarrebbero qui. Non riesco nemmeno a immaginare chi se ne prenderà cura. Credo che si arriverà a una crisi del sistema. Per quanto ne so io, quando c‘è stato in passato un divieto temporaneo di 6 mesi alle adozioni, gli ospedali si sono riempiti, non c’era posto negli orfanotrofi e neanche nelle cliniche pediatriche.”

19 bambini russi adottati negli Stati Uniti sono morti in 10 anni: è l’accusa lanciata da Pavel Astakhov, delegato del Cremlino per i diritti umani. Dal 1991 al 2006, secondo le statistiche ufficiali, oltre 1000 bambini sarebbero, invece, morti nelle famiglie adottive russe.