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Siria, Damasco punta le armi sui civili

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Siria, Damasco punta le armi sui civili

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Oltre 60 morti, una cinquantina i feriti in condizioni critiche. Le bombe delle forze fedeli a Damasco hanno seminato sangue e terrore sui civili in fila al panificio di Halfaya, centro ora roccaforte dei ribelli. Siamo nella provincia di Hama dove si è fatto più serrato il braccio di ferro con le milizie antiregime, e l’esercito punta ora a terrorizzare la popolazione: le decine di persone in fila per il pane, per la prima volta dopo giorni, sono state un bersaglio facile.

I ribelli hanno risposto svelando alla stampa la conquista della base militare nel nord del Paese nella provincia di Aleppo. Le immagini mostrano le armi di cui sono entrati in possesso, in gran parte risalenti alla seconda guerra mondiale.

L’inviato speciale per la Lega araba e l’ Onu, è giunto ieri a Damasco. Lakhdar El Ibrahimi dovrebbe incontrare Bashar Al Assad, ma le autorità siriane hanno fatto sapere di non essere nemmeno al corrente della visita. Nulla si sa del programma dell’emissario, che si è recato l’ultima volta nell’ottobre scorso a Damasco: questa volta è stato costretto a passare per il Libano per entrare nel Paese, visto che i combattimenti hanno praticamente isolato la capitale dall’aeroporto.