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Giovane violentata in India, Singh "garantiremo sicurezza donne"

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Giovane violentata in India, Singh "garantiremo sicurezza donne"

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A New Delhi la protesta innescata dallo stupro di gruppo subito da una studentessa 23enne sfocia in guerriglia urbana.

Il primo ministro indiano ha lanciato un appello alla calma, dopo gli scontri nella capitale in cui sono rimasti feriti una settantina di manifestanti e 78 agenti di polizia. A Imphal, nel nordest, un giornalista è stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

La piazza accusa le forze dell’ordine di lassismo e corruzione.

“La rabbia per questo crimine è giustificata, ma la violenza non serve a nulla – ha detto in tv il premier Manmohan Singh – Faccio appello a tutti i cittadini interessati a mantenere la pace e la calma. Vi assicuro che faremo tutto il possibile per garantire la sicurezza delle donne in questo Paese”.

Le strade che portano verso i palazzi del governo sono state bloccate. I manifestanti chiedono la pena di morte per il branco di sei persone che ha violentato la giovane a bordo di un autobus. Anche il suo fidanzato è stato violentemente picchiato

Ricoverata in terapia intesiva, la ragazza è stata sottoposta a più di un intervento chirurgico. Da ieri le sue condizioni sono leggermente migliorate.