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Egitto, divisioni e proteste post-referendum

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Egitto, divisioni e proteste post-referendum

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È un Egitto diviso il Paese che si sveglia il giorno dopo la conferma della vittoria dei sì al referendum costituzionale promosso dal Presidente Mohamed Morsi.
 
Città contro province. Riformisti contro Fratelli musulmani e una parte dei cittadini pronta a rinunciare a una società laica in cambio della stabilità politica.
 
Brogli e irregolarità. Per l’opposizione il voto del 15 e del 22 dicembre non è rappresentativo della reale volontà del Paese. E a Piazza Tahrir tornano presidi e sit- in. Pacifici. Almeno per il momento.

Racconta un manifestante accampato nella Piazza simbolo della primavera egiziana: “Siamo qui pacificamente, non cerchiamo lo scontro. Chiediamo una costituzione che sia rappresentativa di tutto l’Egitto”.
 
 
Le prime pagine dei giornali raccontano di una società spaccata in due. Mentre nei palazzi inizia a serpeggiare un certo malessere. Come confermano le dimissioni del Vice Presidente Mekki. Intanto Mohamed Morsi, incassata la vittoria, si prepara per le prossime elezioni parlamentari. Fondamentali per confermare la sua strategia agli occhi degli avversari politici.