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Afghanistan: la realtà delle donne-poliziotto

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Afghanistan: la realtà delle donne-poliziotto

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L’assassinio a Kabul di un consulente militare dell’Isaf da parte di una donna-poliziotto afghana rappresenta il primo caso nel Paese.

Le donne hanno cominciato ad entrare nel corpo di polizia due anni fa.

L’addestramento, condotto da istruttori britannici, si è svolto principalmente in una zona periferica di Kabul.

Farida Hashimi racconta: “Da quando sono entrata in polizia ricevo telefonate anonime. Mi chiedono perché l’ho fatto, mi minacciano. Ma non mi spaventano. Sono orgogliosa di essere una donna-poliziotto e di servire il mio Paese insieme ai miei fratelli”.

Il ruolo delle poliziotte è fondamentale per perquisire altre donne, che altrimenti non potrebbero essere toccate da mani maschili; possono inoltre accedere alle zone delle abitazioni riservate alle donne, dove spesso si nascondono i taleban.

Per essere pronti a garantire da soli la sicurezza del Paese dalla fine del 2014, quando le truppe Isaf si ritireranno, le forze afghane hanno dovuto rapidamente gonfiare i loro effettivi.

Questo ha favorito le infilitrazioni di partigiani taleban.

Un’inchiesta sta indagando se la poliziotta che ha ucciso un membro Isaf, militasse nelle file degli insorti.