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Referendum in Egitto, Fratelli musulmani "sì al 64%"


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Referendum in Egitto, Fratelli musulmani "sì al 64%"

Gli egiziani hanno votato per la seconda fase del referendum costituzionale, mentre nel Paese si apriva la prima crisi politica del dopo Mubarak.

Il vicepresidente Mahmud Mekki ha annunciato le dimissioni, seguite da quelle del governatore della Banca centrale.

Le tensioni nel palazzo e lo scontro tra opposizione laica e islamisti in piazza hanno favorito la disillusione verso un voto caratterizzato dall’astensione.

“Credo che tutte queste persone che stanno facendo il loro dovere, siano uscite dalle loro case per condividere il valore della democrazia – sostiene Abdul Megeed Mostafa, vice ministro della Giustizia – Non vedono l’ora di avere una vita dignitosa. Noi, come giudici, siamo equidistanti da coloro che voteranno sì o no”.

I risultati ufficiali sono attesi tra due giorni dopo, ha fatto sapere la commissione elettorale. Secondo i calcoli dei Fratelli musulmani, il sì otterrebbe il 64% dei voti, mentre il fronte del no ammette la sconfitta. Si va quindi verso un’approvazione del testo costituzionale che all’articolo due introduce la sharia, la legge islamica.

“Bassa affluenza alle urne nella seconda fase del referendum sulla nuova costituzione egiziana – conclude l’inviato di euronews in Egitto Mohammed Shaikhibrahim – Il dato dell’astensione indica che per gli egiziani è scontata la sua approvazione”.

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