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La Spagna si scopre povera. In Grecia +37% di suicidi

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La Spagna si scopre povera. In Grecia +37% di suicidi

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La Spagna di fine 2012 si scopre un Paese povero, molto diverso rispetto al recente passato.

Siamo ad Alcorcon, a sud di Madrid. La Croce Rossa gestisce da 25 anni una banca dei vestiti. Un tempo meta di senza fissa dimora, oggi aiuta famiglie e giovani coppie.

Con il 27% degli spagnoli sotto la soglia della povertà, con la disoccupazione giovanile al 49%, negli ultimi mesi è cresciuta anche la domanda di medicine.

“Prima venivano pochi spagnoli – spiega una volontaria della Croce Rossa, Nunci Cunado – ma ora, a causa della situazione che stiamo vivendo, sono sempre più in aumento gli spagnoli che chiedono, soprattutto, vestiti per i bambini”.

“È un grande aiuto. La Croce Rossa, la banca del cibo…sono iniziative veramente utili – racconta Virginia, una giovane peruviana residente a Madrid – Se non ci fossero, cosa faremmo? Dobbiamo resistere, i bambini non chiedono più ‘cosa abbiamo per pranzo oggi?’. Devi solo dar loro da mangiare”.

Dall’altra parte del Mediterraneo, in Grecia, è in situazione di povertà una famiglia su tre. Dopo cinque anni di recessione, sono oltre 20mila i senza tetto che vivono con meno di 20 euro al mese e il tasso dei casi di suicidio tra la popolazione è aumentato del 37%.

“Ho quattro figli e invece di restare a casa e cadere in depressione, come tutte quelle persone che si sono suicidate, ho trovato aiuto nel volontariato – dice Prodromos Christakidis, volontario e fondatore dell’associazione Krikos – Mi riempie il cuore dare cibo a tanta gente. Ogni giorno aiutiamo 110 persone”.

Aiuti necessari, ma non sufficienti, tanto da spingere il governo di Atene ad adottare misure al limite della dignità, come quella di autorizzare la vendita dei cibi scaduti a prezzi ridotti.