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India: allo studio pena di morte per stupratori

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India: allo studio pena di morte per stupratori

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La polizia usa il pugno di ferro in India, ma la cosa non spaventa la gente.
Le autorità hanno vietato le manifestazioni nel centro di Nuova Delhi dopo gli scontri durante il corteo lo stupro della studentessa su un bus, avvenuto la settimana scorsa. Sei uomini l’hanno violentata e torturata su di un bus privato di fronte al fidanzato. La protesta era sfociata in scontri con le forze dell’ordine intervenute con manganelli e idranti. Questa domenica almeno 2mila persone si sono riunite all’India Gate, monumento simbolo della capitale. Oggetto della protesta proprio la polizia, secondo i manifestanti troppo lassista e corrotta. Dopo aver glissato le autorità hanno accettato il confronto anche se la governatrice di Delhi ha invitato tutti a calmarsi promettendo giustizia. La polizia di Nuova Delhi ha garantito un maggior controllo per proteggere le donne attraverso l’installazione di navigatori satellitari nei trasporti pubblici, più autobus la notte e sentenze più rapide nei casi di stupro e violenza sessuale.
Un reporter televisivo è rimasto ucciso durante violenti scontri nel nordest del Paese quando la polizia ha aperto il fuoco sui dimostranti, che protestavano contro il tentato stupro, la scorsa settimana, di una nota attrice cinematografica locale. La pena massima prevista per il momento per gli stupratori è l’ergastolo, ma si studia la possibilità di applicare la pena di morte per i casi più gravi.