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India, in piazza contro gli stupri

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India, in piazza contro gli stupri

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Un’ondata d’indignazione si è abbattuta contro l’ingresso del Palazzo residenziale di Nuova Delhi in India. Centinaia di persone hanno protestato a seguito dello stupro di gruppo ai danni di una giovane studentessa di fisioterapia. Come risposta alla loro richiesta di maggior rispetto e sicurezza per le donna, i manifestanti, hanno ottenuto cariche e cannonate d’acqua da parte della polizia.
Tra il 1990 e il 2008 Nuova Delhi ha visto quasi raddoppiare il numero degli stupri. Quello di domenica scorsa è soltanto l’ultimo caso di una cronaca ordinaria.

La vittima era in compagnia del suo compagno quando è stata attaccata. Dopo la violenza, la giovane è stata gettata fuori da un autobus in corsa. Per i cinque presunti stupratori arrestati venerdì è stata richiesta la pena di morte. La giustizia indiana prevede per i casi di stupro un massimo di dieci anni di detenzione.

Con uno stupro ogni diciotto ore Nuova Delhi si posiziona tra le città indiane più pericolose per le donne, che si sentono abbandonate dalle istituzioni.
In alcune regioni del Paese, è emerso, infatti, che alcuni dei candidati alle elezioni erano sospettati di stupro.