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Ultimo Natale in Europa per molti giovani in cerca di lavoro

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Ultimo Natale in Europa per molti giovani in cerca di lavoro

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Enric si appresta a trascorrere il suo ultimo Natale in Europa. 29 anni, architetto, non vede un futuro a Barcellona. Per questo motivo, tenterà la sorte in Sud America. Come lui, decine di migliaia di giovani spagnoli, greci, portoghesi e irlandesi stanno fuggendo dalla crisi. L’emigrazione dall’Europa è una tendenza in aumento.

Enric Balaguer: “E’ una sensazione strana quella che sento adesso: sto lasciando la mia città, la mia famiglia, le persone che amo, i miei amici. Ho un atteggiamento molto positivo. Ma avverto anche una certa vertigine… Per fortuna riesco a dormire bene, non ho gli incubi. Ma forse non mi sto ancora rendendo conto della situazione”.

La madre di Enric, Rosa, è insegnante. Anche per lei, quello dei saluti è un momento difficile.

Enric e la sua fidanzata sono diretti a Cordoba, nel cuore dell’Argentina. Biglietti di sola andata e 180 chili di bagaglio: impossibile separarsi dai libri preferiti di arte e architettura.

Altro paese, altra musica, ma anche qui c‘è chi fa i bagagli. Joe, tre anni, aiuta la sorella Mary a riempire la valigia. Siamo a Kilrush, una cittadina irlandese con una lunga storia di emigrazione. Mary, 21 anni, sta per lasciare i suoi quattro fratelli e partire per l’Australia.

Mary Gilligan: “Sono in tanti ad aver lasciato questo posto: mio fratello maggiore, Kieran, è andato in Australia tre settimane fa, insieme ai suoi amici. Ho diversi compagni del college e conoscenti che faranno altrettanto. Moltissimi stanno partendo in questo periodo”.

I dati lo confermano: tremila persone lasciano l’Irlanda ogni mese, una media di cento partenze al giorno. Dall’inizio della crisi, nel 2008, 200mila irlandesi con meno di trent’anni sono emigrati all’estero, molti proprio in Australia. Un’emorragia di talento e competenze che rischia di impoverire il futuro dell’isola.

Mary ha scelto di seguire le orme del fratello a Brisbane: un viaggio di 28 ore. Per i primi tempi, sarà costretta a mettere da parte il diploma da infermiera per dedicarsi a tutt’altra attività. A febbraio, parteciperà alla raccolta delle ciliege in una fattoria australiana. Un’occupazione che le permetterà di ottenere un permesso di soggiorno di lunga durata.

Mary Gilligan: “Sto per compiere un grande passo… Quando guardo le fotografie, vedo paesaggi mozzafiato. Sono eccitata per questo cambiamento. Da quello che ho sentito, ci sono molte prospettive di lavoro in Australia per assistenti e infermiere. Sono competenze molto ricercate. E spero davvero di trovare qualcosa in questo ambito, quando sarà laggiù”.

La disoccupazione in Irlanda è al 15%, ma il quadro per i giovani è ancora più drammatico: quasi un terzo di loro è senza lavoro. I giovani spagnoli non stanno meglio dei loro coetanei irlandesi, anzi: la disoccupazione giovanile in Spagna si aggira intorno al 50 per cento.

Enric: “La ragione principale che mi spinge a lasciare Barcellona è che qui non si riesce a trovare lavoro. E le prospettive professonali per i prossimi cinque o dieci anni non miglioreranno”.

Rosa Monton Romans, madre di Enric: “E’ già da un po’ di tempo che pensate di partire, a causa della situazione economica in Spagna. Non sono sorpresa. Ma quando arriva il momento fatidico, si è sempre un po’ sorpresi. Anche se credo che sia una grande opportunità per voi due”.

Come architetto, Enric ha partecipato al progetto di estensione del Hospital del Mar, a Barcellona. Ma la crisi finanziaria seguita allo scoppio della bolla immobiliare ha provocato l’interruzione dei lavori.

La fidanzata di Enric, Vicky, è originaria dell’Argentina. In Spagna da dodici anni, ha perso il posto in seguito alla crisi, e ha deciso che è il momento giusto per tornare a casa. Enric e Vicky hanno qualche consiglio per chi intende partire come loro.

Enric: “Prima di tutto, non bisogna avere paura! Questo è essenziale. Poi devi pensare bene al paese in cui vuoi andare, alle lingue che conosci o che dovrai imparare. E poi è necessario informarsi sulle questioni burocratiche. Ma soprattutto non bisogna avere paura: devi buttarti!”.

Torniamo in Irlanda. Paul Markham ha organizzato una festa di addio per Mary, rispolverando danze e canzoni in voga nei secoli passati, quando gli irlandesi in partenza per l’America ricevevano un ultimo saluto da parte dei loro compaesani. Paul Markham: “L’emigrazione ha un grande impatto in questa regione: stiamo parlando dell’Irlanda rurale e tutti questi giovani che partono lasciano un grande vuoto dietro di loro. Sembra che non ne siano rimasti più. Sono soprattutto quelli che hanno tra 18 e 30 anni i più colpiti da questa tendenza a emigrare. Si tratta all’incirca del 10% della popolazione in questa area. Su 1700 abitanti, ne sono partiti almeno 170”.

La contea di Clare perde la sua reginetta di bellezza: un titolo che Mary ha vinto proprio quest’anno. Il momento è triste per tutti, soprattutto per Shirley la madre di Mary: “E’ un grande cambiamento: sembra di assistere alla scomparsa di un’intera generazione. Sono tutti giovani promettenti, intelligenti e preparati. E la sola cosa che vogliono è partire… tutti… e nessuno sa se torneranno mai indietro. Perché sembra che fuori da qui ci siano prospettive meravigliose…”.

Mary riceve la benedizione dal parroco secondo il rito cattolico.

Per Enric, è tempo di godersi un’ultima passeggiata nelle vie di Barcellona, addobbate per il Natale. Entrerà in Argentina con un visto turistico, ma spera di ottenere presto un contratto di lavoro che gli permetterebbe di acquisire un permesso di soggiorno per residenti.

Per salutare i suoi amici più stretti, li ha invitati nel villaggio di Sant Vicent de Morunys (San Visent de Morunc), sui Pirenei. Una festa a base di “asado”, la tradizionale grigliata argentina, annaffiata con vino catalano.

La Commissione europea ha proposto una serie di misure battezzate “garanzia per la gioventù”, al fine di facilitare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Se queste proposte non saranno accolte dagli stati membri, l’Europa rischia di perdere la sue risorse più preziose.