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Profezia Maya: milioni di visitatori in Messico e Guatemala

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Profezia Maya: milioni di visitatori in Messico e Guatemala

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Si salvi chi può: la controversa profezia Maya sull’Apocalisse ha portato 20mila persone in Messico, a Chichen Itza, simbolo della cultura dell’antica civiltà. Tra riti e celebrazioni, aspettando “El fin del mundo”o l’inizio di una nuova era. Come altre civiltà, i Maya possedevano una concezione ciclica del tempo, il 21 dicembre coincide, dunque, con la fine di un ciclo di 5.200 anni.

“Credo rappresenti una specie di giorno del giudizio universale – dice un turista. Non mi aspetto che accada nulla di magico, anche se mi piacerebbe. Credo sia una data simbolica, sono qui per questo, per entrare, spero, in una nuova era.”

200 indigeni hanno manifestato in Guatemala, nel nord, sulle rovine di Tikal, il cosiddetto “luogo delle voci”, denunciando di essere stati esclusi dalle celebrazioni ufficiali. La grande civiltà del passato ha lasciato spazio oggi a un popolo discriminato, che vive in condizioni di povertà, in abitazioni spesso fatte di fango.

È proprio in Guatemala che si concentra la maggior popolazione Maya dell’intera regione. Nello Stato sono arrivati 200mila visitatori, soprattutto statunitensi e sudamericani. Ma l’Apocalisse non si sarà, la rassicurazione è arrivata anche dalla Nasa.