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La NRA al contrattacco mediatico negli USA

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La NRA al contrattacco mediatico negli USA

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Attivisti favorevoli a un maggiore controllo delle armi hanno cercato di far sentire la propria voce alla conferenza stampa della potentissima NRA, la National Rifle Association, lobby dei venditori di armi da fuoco. Ma sono stati portati via dalla sicurezza. Chi si attendeva una minima ammissione di colpa sarà rimasto deluso. Wayne Lapierre, vicepresidente dell’associazione non ha esitato ad attaccare a testa bassa: “L’unico modo per fermare un cattivo con una pistola è una brava persona con una pistola. Ho chiesto al Congresso di varare un nuovo provvedimento che porti alla collocazione di un agente armato in ogni scuola, con l’obiettivo di proteggere studenti e insegnanti e questo dev’essere fatto per gennaio, per la riapertura delle scuole”.

È vero che la tragedia di Newtown ha provocato una corsa all’acquisto di armi, ma anche un acceso dibattito sull’accesso a fucili d’assalto ed armi semiautomatiche vendute per fini sportivi in maniera troppo facile. Sia Clinton che Obama hanno cercato di mettere un freno alla vendita, ma si sono sempre scontrati con una maggioranza trasversale che andava dai repubblicani ai democratici. Quella del “gun control”, un qualsivoglia controllo nella vendita di fucili e pistole, è un’eventualità che la NRA vede come il fumo negli occhi sventolando il secondo emendamento della costituzione americana che sancisce il diritto di ogni cittadino a possedere un’arma da fuoco.