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Cameron in Afghanistan promette: "via metà contingente nel 2013"


Regno Unito

Cameron in Afghanistan promette: "via metà contingente nel 2013"

Il premier britannico David Cameron è andato in Afghanistan per una visita di Natale-lampo alle forze militari del suo paese.

Cameron si è fermato a Camp Bastion, nella provincia meridionale dell’Helmand per poi spostarsi di una cinquantina di chilometri nell’avamposto della valle del Gereshk. Sono giorni importanti questi. Una settimana fa la Francia ha ritirato l’ultimo soldato dall’Afghanistan e in queste ore, a Chantilly vicino Parigi, si stanno tenendo discussioni fra le varie fazioni dei talebani ed emissari del presidente Karzai.

“Dopo il 2014”, ha detto Cameron, “il numero delle forze britanniche verrà ridimensionato. Non ci saranno truppe combattenti e saremo in grado di ridurre il numero degli effettivi dagli attuali 9000 attuali in maniera progressiva da adesso sino alla fine del 2014”.

500 soldati sono già rientrati. Quasi la metà del contingente 3.800 soldati su 9mila – lascerà il Paese nel 2013, un anno prima del previsto.

Dice un ufficiale britannico: “La ribellione talebana c‘è ancora, ma non detta le regole. Le forze di sicurezza afghane controllano il territorio e la gente è con loro. Adesso è assolutamente necessario restituire questa autorità nelle mani degli afghani”.

In realtà la crisi e l’onerosità della missione, la pressione dell’opinione pubblica e lo stallo politico hanno spinto Downing Street a velocizzare la fine di un’operazione che si è rivelata un fallimento malgrado la difesa d’ufficio dei comandanti del contingente britannico. La partita per la pacificazione del paese sembra perduta e Londra ha pagato un caro prezzo con i suoi quasi 400 caduti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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