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Asia, soffia vento di guerra

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Asia, soffia vento di guerra

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Missione compiuta. Nonostante le pressioni della comunità internazionale, la Corea del Nord ha lanciato a metà dicembre un missile a lunga gittata. Un atto dimostrativo e provocatorio che potrebbe compromettere pace e stabilità.

Il successo del lancio dimostra i grandi progressi compiuti di recente dagli ingegneri nordcoreani e rilancia l’immagine del leader Kim Jong-Un.

Terzogenito del Kim Jong Il, ha preso il potere alla morte di suo padre, il “caro leader” scomparso un anno fa, a 70 anni. La dinastia continua, il regime iniziato nel 1994 non muore. Il potere del già ribatezzato “grande successore” ha messo in allarme Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone.

La Cina, intanto, sta velocemente costruendo un esercito più grande e più preparato. Accrescere le capacità militari è l’obiettivo del neo-leader del partito comunista e futuro presidente cinese Xi Jinping che ha rivolto parole chiare all’esercito:
“Dobbiamo essere in grado di fare e vincere la guerra. L’esercito deve essere attrezzato e pronto come se fosse in conflitto vero.”

La spesa militare della Cina crescerà dell’11,2 % rispetto allo scorso anno. A settembre è entrata in funzione la prima portaerei della marina militare cinese. Una notizia che ha accresciuto le tensioni con Giappone, Taiwan, Vietnam e Filippine per il controllo di alcuni arcipelaghi.

La portaerei proteggerà la sovranità del Paese”, fa sapere il governo cinese, perche puo’ controllare aree marittime anche molto distanti dal territorio continentale.

In Giappone il ritorno al potere di Shinzo Abe, considerato un falco, si traduce in un nuovo braccio di ferro con la Cina nella dispunta sulla proprietà delle isole Senkaku: “Abbiamo il possesso e il controllo di queste isole. La sovranità nipponica non è negoziabile. È necessario che sia la Cina sia la comunità internazionale lo sappiano.”

La disputa territoriale tra Giappone e Cina è sulle isole Dyaou – Senkaku per i giapponesi – , l’arcipelago è ufficialmente amministrato da Tokyo anche se Pechino ne rivendica la sovranità.

Sono acque agitate anche quelle che circondano le isole Dokdo-Takeshima, contese da Corea del Sud e Giappone. Il neo e primo presidente donna Park Geun-Hye, figlia del dittatore Park Chung-he, ha già fatto sapere che proseguirà con la linea dura, in continuità con il passato.