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Vendita di armi: gli Usa mettono Obama alle strette

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Vendita di armi: gli Usa mettono Obama alle strette

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Forti pressioni negli Stati Uniti sul presidente Obama. Cittadini e istituzioni chiedono a gran voce una modifica della legge che regola la vendita di armi. Colloqui si sono già svolti tra il capo della Casa Bianca, il suo vice Joe Biden e tre membri del Gabinetto. Obama ha parlato di futuri provvedimenti, senza però fornire dettagli e modus operandi.

Tra i più strenui sostenitori di una riforma, il sindaco di New York Michael Bloomberg, che ha dichiarato:
“Le parole da sole non risolveranno il problema per gli Stati Uniti. Solo i fatti possono farlo. La violenza commessa con le armi da fuoco è un’epidemia e una tragedia su scala nazionale, che richiede molto di più delle parole. Siamo l’unico paese industrializzato che ha questo problema. L’unico in tutto il mondo. Ecco perché serve un’azione immediata per l’intero Paese da parte del Presidente e del Congresso. Deve essere in cima alla loro agenda”.

A complicare il quadro, però, anche un altro fattore, come spiega il governatore del Connecticut Dannel Malloy:
“Il punto fondamentale è che il Connecticut ha queste leggi. In assenza di una giurisdizione federale, che limiti la natura esplosiva di armi e munizioni, nessun Paese sarà mai al sicuro finché si baserà solo sulle proprie leggi”.

A chiedere un massiccio giro di vite un numero crescente di legislatori, tra cui anche un senatore favorevole alle armi da fuoco. Infine, un dato allarmante: tre quarti degli omicidi di massa negli Stati Uniti sono stati commessi da cittadini che detenevano le armi in modo legale.