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Tunisia: secondo anniversario della rivoluzione, fischi e sassi contro il Presidente

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Tunisia: secondo anniversario della rivoluzione, fischi e sassi contro il Presidente

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Due anni dopo, di nuovo fischi e slogan anti-governativi: in Tunisia, a Sidi Bouzid, dove ebbe inizio la primavera araba, il Presidente della Repubblica e il Presidente dell’Assemblea Costituente hanno celebrato l’anniversario ma sono stati pesantemente contestati dalla folla.

“Sento la rabbia di molte persone: è comprensibile, perché gli scopi principali della rivoluzione non sono ancora stati raggiunti: per esempio lo sviluppo, e le giuste sanzioni ai corrotti del passato regime”, ha detto il Presidente Marzouki prima di essere portato via dalla scorta, quando la folla ha iniziato a lanciar pietre. Marzouki e Ben Jafaar avevano nel frattempo deposto una corona per ricordare l’immolazione di Mohammed Bouazizi, il venditore ambulante che si diede fuoco perché oppresso dalla miseria e dalla polizia.

“Questa è la seconda edizione della commemorazione, ma nel frattempo non è cambiato niente a Sidi Bouzid: non c‘è sviluppo e non c‘è lavoro”, dice un residente.

Mohammed Bouazizi si diede fuoco il 17 dicembre del 2010. Ustionato in modo gravissimo, morì due settimane dopo, in casa, assistito dalla madre. Fuori, intanto, era partita la rivoluzione contro il regime corrotto di Ben Ali.
Era una rivolta dalle motivazioni principalmente economiche, e gli slogan più urlati furono “andatevene” e “il popolo vuole la caduta del governo”: le stesse frasi che si sono sentite in queste ore a Sidi Bouzid, contro i rappresentanti del nuovo regime.