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Siria: infuriano i combattimenti, Iran e Turchia presentano nuove proposte di pace

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Siria: infuriano i combattimenti, Iran e Turchia presentano nuove proposte di pace

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In Siria si assiste a una continua escalation del conflitto, senza prospettive di vittoria dell’una o dell’altra parte: la battaglia infuria ad Aleppo come in altre zone del Paese, e le notizie sui massacri degli ultimi giorni hanno fatto esprimere al Segretario Generale delle Nazioni Unite una forte preoccupazione. È un conflitto per il quale non si vede uno sbocco.

La guerra e l’embargo hanno bloccato il Paese, a pagare sono soprattutto i civili. L’Iran, in occasione della consegna di alcune ambulanze e altri aiuti umanitari, ha rilanciato una sua proposta di pace:

“L’Iran sostiene il governo siriano e le sue politiche di riforma – dice un inviato di Teheran -, noi siamo contrari a qualsiasi intervento straniero e sosteniamo il dialogo e la riconciliazione nazionale in Siria”.

L’Iran propone una tregua, seguita dalla fine delle sanzioni e dall’avvio del dialogo per formare un governo di transizione che organizzi libere elezioni. Sul tavolo c‘è anche una proposta turca, che prevede però come condizione preliminare l’uscita di scena di Assad. Dal canto suo il ministro degli esteri francese, Laurent Fabius, si dice convinto che la fine di Assad sia prossima: “lo ammettono anche i russi – dice -, ora possiamo chiederci se lo scopo di Qssad non sia quello di infiammare tutta la regione”.

In realtà la Russia ha smentito di considerare prossima la fine di Assad, e gli analisti più informati ritengono che, benché vi sia un’avanzata dei ribelli, questa non sia risolutiva: il regime di Assad è ancora vitale, e potrà essere abbattuto solo da un colpo di Stato o da un intervento straniero, dicono.