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Incidente Smolentsk divide ancora Russia e Polonia

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Incidente Smolentsk divide ancora Russia e Polonia

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A distanza di due anni e mezzo, ancora divergenze tra Russia e Polonia sull’incidente aereo in cui perse la vita il presidente polacco Lech Kaczynsky. Varsavia chiede a Mosca di restituire al più presto i rottami dell’aereo, precepitato a Smolensk, in cui morirono in totale 96 persone.

Il partito di Kaczynsky accusa il Cremlino di voler nascondere le prove sulle cause della tragedia. In mattinata l’argomento è stato discusso in un incontro bilaterale a Mosca. Il governo russo promette di accontentare la richiesta, ma non subito.

“Non ci possono essere scadenze forzate – afferma il ministro degli esteri russo Lavrov – in questo caso. Prima dev’essere completata l’inchiesta. Solo dopo verranno consegnate le prove. È la nostra legge e non possiamo cambiarla.”

L’incidente era avvenuto nell’aprile 2010. La versione russa parla di un errore del pilota, che, forse per accontentare gli illustri passeggeri, cercò a tutti i costi di atterrare, nonostante la nebbia e gli avvertimenti della torre di controllo. L’entourage dell’ex presidente polacco ipotizza invece un attentato.