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Usa: controllo armi resta un "dibattito proibito"


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Usa: controllo armi resta un "dibattito proibito"

Come un fiume carsico, il dibattito sul controllo delle armi negli Stati Uniti riemerge all’indomani di ogni tragedia.

Questa volta è stato il Presidente Obama a parlare della necessità di “azioni significative”. La strada è tutta in salita, nonostante dal 1982 ci siano state 61 stragi. Secondo un sondaggio della Gallup, solo il 44% degli americani è favorevole a norme più severe.

“Gli ultimi tre o quattro incidenti hanno visto coinvolti maschi tra i 15 e i 25 anni. Quella è la fascia di età più pericolosa – sostiene Earl Curtis, proprietario di un Gun Store – Qual è la causa del problema? Sono completamente fuori di testa o si tratta di raptus? Il problema riguarda la salute mentale non il controllo delle armi”.

Negli Stati Uniti, le armi prodotte – non per scopi militari – sono passate dai 3 milioni del 1986 ai quasi 6 milioni dell’anno scorso.

“Vivere in una società dove la vita delle persone è a rischio ogni giorno a causa del diritto di andare in giro con armi cariche, non sbalordisce solo me – spiega Christopher Dodd, ex senatore democratico eletto in Connecticut – Quando impareremo? Quante altre lezioni dobbiamo avere?”.

E nel Paese dove sono presenti oltre 58mila rivendite di armi da fuoco, balza alla cronache un’iniziativa provocatoria che parte da Baltimora. Un supermarket ha lanciato una promozione ai suoi clienti: armi in cambio di buoni pasto da 100 dollari. Nella sola giornata di sabato sono state raccolte 500 tra pistole e fucili.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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