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Strage scuola: sopravvissuto "polizia ci disse di chiudere gli occhi"

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Strage scuola: sopravvissuto "polizia ci disse di chiudere gli occhi"

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Ancora una notte di veglia a Newtown. Dopo il massacro alla Sandy Hook, emergono i primi nomi dei bimbi uccisi. E le loro storie.

Ana Marquez Greene aveva sei anni ed era figlia di un musicista canadese jazz, Jimmy Greene. Ana si era trasferita a Newtown lo scorso luglio, a settembre aveva iniziato a frequentare le lezioni.

Grace, invece, abitava in una strada a poca distanza da quella dei Lanza. Dalla sua finestra, si vede quella della stanza in cui il killer ha consumato il primo atto della tragedia, rubando le armi alla madre e sparandole in volto.

Si cerca di dare un significato a quanto accaduto. Ma una spiegazione non c‘è. L’attenzione della comunità si rivolge ora ai sopravvisuti che dovranno dimenticare si essersi trovati faccia a faccia con la morte.

“Mia figlia ha sentito tutto, i colpi, le porte che sbattevano, la gente che urlava – racconta Karin Hage, la madre di una sopravvissuta – Lei voleva solo tornare a casa, il cuore le batteva forte e aveva paura”.

“Quando sono arrivati i poliziotti, ci hanno detto di chiudere gli occhi, e come nella foto al telegiornale, di stare in fila e andare fuori – ricorda Ben, un allievo della Sandy Hook sopravvissuto al massacro – Ci hanno detto di chiudere gli occhi perché probabilmente il corpo dell’uomo era proprio lì”.

Newtown non dorme più, il terrore impedisce il sonno. Per quei bimbi ai quali Adam ha strappato la vita e per le loro coraggiose insegnanti, la comunità si è riunita in preghiere improvvisate.