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Egitto: nuove tensioni per il referendum costituzionale

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Egitto: nuove tensioni per il referendum costituzionale

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In Egitto si è trasformato in un test pro o contro il presidente Mursi il referendum costituzionale che ha chiamato ad esprimersi gli elettori del Cairo, di Alessandria e di altre otto province.
In tutto poco più della metà dei 51 milioni di aventi diritto. Gli altri dovranno attendere fino al prossimo 22 dicembre per votare.

Gli scrutini di questa prima tornata sono già in corso. Le operazioni sono partite dopo che le urne sono state chiuse con due rinvii, a causa dell’alta affluenza alla consultazione.

La giornata si è svolta nella calma tranne alcuni sporadici episodi di violenza per una bozza costituzionale che divide. Redatto da un’assemblea dominata dai Fratelli musulmani del presidente Mursi, il testo è criticato dall’opposizione laica e liberale perché recepisce i principi islamici senza garantire i diritti delle minoranze.
Gli incidenti si sono verificati al Cairo, dove l’opposizione ha denunciato l’attacco contro la sede del giornale del partito liberale Wafd. Permane la tensione anche ad Alessandria dopo gli scontri di venerdí.