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Referendum in Egitto: islamisti e laici alla resa dei conti

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Referendum in Egitto: islamisti e laici alla resa dei conti

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Spaccato tra islamisti e laici, l’Egitto sceglie da che parte stare. Il Presidente Mohamed Morsi si mostra alle telecamere, nel giorno del referendum, mentre infila nell’urna il suo sì alla nuova costituzione.

Un testo approvato in sedici ore e che all’articolo 2 due stabilisce che i ‘‘principi della sharia sono la fonte principale del diritto’‘.

In molti seguono l’esempio del Presidente: al Cairo e ad Alessandria lunghe file ai seggi. Parte del Paese vota oggi, l’altra metà il 22 dicembre. La divisione in due aree è stata decisa dopo il boicottaggio dei magistrati incaricati dello spoglio.

“Molti articoli della Costituzione sono buoni – sostiene un elettore in fila – Ovviamente è inevitabile qualche disaccordo, ma è una buona base su cui iniziare a lavorare”.

“Questa costituzione è molto meglio dell’altra e se ci sarà una norma che non farà il bene del Paese, potremo cambiarla – spiega un sostenitore del Presidente Morsi – Basta parlare, mettiamoci al lavoro”.

Piazza Tahrir, simbolo della rivoluzione, oggi tace dopo settimane di scontri. “Il popolo egiziano voterà no al referendum” sostiene il Fronte di salvezza nazionale. Proclami che nascondono la paura di chi vede, in Egitto, la creazione di uno stato islamico.