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L'America a lutto piange le vittime di Newtown

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L'America a lutto piange le vittime di Newtown

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L’America a lutto medita sull’ennesima strage di innocenti, quella che venerdì ha strappato le vite di venti bambini e sei adulti alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, prospera cittadina del Connecticut.

All’indomani della mattanza, la disperazione spinge a cercare risposte. Che cosa ha spinto il ventenne Adam Lanza ad aprire il fuoco su bambini tra i cinque e i dieci anni, prima di rivolgere l’arma contro sé stesso?

Difficile definirlo un raptus: il killer ha guidato per 150 chilometri da Hobeken nel New Jersey, dove abitava, fino alla scuola dove insegnava la madre. Le ipotesi si rincorrono: c‘è chi attribuisce l’accaduto all’odio per una madre troppo esigente. I compagni descrivono Adam come un ragazzo posato, formale, un po’ più solitario di altri suoi coetanei. Ma niente di tutto questo assomiglia a una spiegazione plausibile.

Il presidente Obama, che venerdì non era riuscito a trattenere le lacrime ricordando le vittime, ha incoraggiato a pregare per i genitori dei bambini scampati alla morte, perché l’innocenza dei loro figli è scomparsa prematuramente: “Dobbiamo restare uniti – ha detto – e, a dispetto della politica, dovremo fare qualcosa per impedire che tragedie come questa continuino ad accadere”.

Obama non ha chiarito che cosa intenda fare, in un paese dove procurarsi armi da fuoco è fin troppo facile, come ha dimostrato una lunga serie di stragi, da quella di Columbine nel ’99 a quella di Denver del luglio scorso. Una catena di morti che ripropone sempre le stesse immagini di dolore e solleva le stesse domande.