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Egitto: ultime proteste prima del controverso referendum

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Egitto: ultime proteste prima del controverso referendum

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Egitto al referendum, diviso in due dalla prima grave crisi politica del post-Mubarak.

Piazza Tahrir, ieri, si riempiva dell’ennesima protesta contro il presidente e la sua Costituzione. In odore di autoritarismo il primo, troppo islamista la seconda, teme l’opposizione laica e multiconfessionale che vota no.

“Le persone che hanno redatto la Costituzione possono avere buone intenzioni”, afferma il manifestante Gamel Nasaar, “ma vogliamo più chiarezza e flessibilità; vogliamo che tutte queste persone siano soddisfatte con una costituzione che si adatta a tutto l’Egitto e che non sia sporcata col sangue”.

Feriti e tafferugli tra pro e anti referendum si sono avuti al termine della preghiera del venerdì, davanti a una delle principali moschee di Alessandria.

Pacifica invece la manifestazione dei sostenitori del presidente al Cairo.

“Voterò sì, se Dio vuole, perché sono a favore della legittimità”, dice il dimostrante Tamer Mohamed, “Abbiamo scelto Mohamed Morsi. A decidere per noi è la legittimità e la consultazione elettorale. Diciamo sì affinché il paese si stabilizzi e possa progredire attraverso la legittimità e la consultazione”.

Mobilitati oltre 120 mila soldati, 6 mila blindati e centinaia di ambulanze per questa prima giornata in cui votano dieci governatorati su 28. Il resto va alle urne il 22 dicembre.