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Egitto, alta affluenza al referendum che spacca il paese

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Egitto, alta affluenza al referendum che spacca il paese

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Il referendum costituzionale che divide l’Egitto ha riempito i seggi elettorali. L’affluenza è talmente elevata che la chiusura è stata prorogata per ben due volte: l’ultima fino alle 23, ora locale.

Al voto sono stati chiamati gli elettori del Cairo, di Alessandria e di altre otto province: in tutto poco più della metà dei 51 milioni di aventi diritto. Gli altri dovranno attendere fino a sabato prossimo, a causa del boicottaggio di una parte della magistratura.

La bozza della costituzione, redatta da un’assemblea dominata dai Fratelli musulmani del presidente Morsi, è criticata dall’opposizione laica e liberale perché recepisce i principi islamici senza garantire i diritti delle minoranze.

“Credo che dopo questa tappa, l’Egitto potrà avviarsi sul cammino della stabilità e ognuno di noi riuscirà finalmente a tornare al proprio lavoro e ai propri interessi. Il nostro paese è bloccato da due anni, oggi viviamo in una situazione di caos totale. Prego dio perché ci offra un futuro migliore e voto per il si”.

“Questa è una pessima giornata per l’Egitto: siamo costretti a votare tutti gli articoli di una costituzione che è piena di difetti e di trappole. Questa costituzione è stata creata per degli schiavi. E’ una vergogna andare a votare in simili circostanze. Se si continua così, sono certa che il nostro paese andrà incontro al baratro”.

Il nostro inviato al Cairo, Mohammed Shaikhibrahim: “Che vinca il si o il no, oggi gli egiziani si incamminano verso una nuova fase nella giovane storia della loro rivoluzione. La nuova bozza di costituzione ha creato una frattura tra le istituzioni e provocato molte proteste: gli egiziani sperano di voltare pagina appena sarà comunciato l’esito dello scrutinio”.