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Vertice UE, solo timidi passi avanti nell'integrazione economica

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Vertice UE, solo timidi passi avanti nell'integrazione economica

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Il sesto e ultimo vertice europeo dell’anno a Bruxelles si è chiuso con un primo timido passo avanti sull’unione bancaria, ma di fatto i capi di stato e di governo europei hanno rimandato le questioni piu’ spinose sull’integrazione economica e monetaria, su cui si deciderà solo dopo le elezioni tedesche a settembre.

Approvato il meccanismo di supervisione bancaria attribuito alla Banca centrale europea, spetterà ora all’Irlanda portare avanti il dibattito sull’unione economica, ma non solo avverte il premier irlandese Enda Kenny: “Non dobbiamo dimenticare che abbiamo ancora discussioni sul bilancio europeo pluriennale, che chiederà tempo, e poi c‘è la riforma della politica agricola comune, e circa una settantina di leggi da portare in parlamento. E spero inoltre che possiamo promuvere l’immagine di un’europa che sta lavorando per sostenere la crescita economica”

A giugno il presidente del consiglio Herman Van Rompuy dovrà presentare un calendario sulle prossime tappe. Si tornerà a parlare di “contratti vincolanti” per le riforme strutturali e di un nuovo “fondo di solidarietà” legato a questi contratti. Un meccanismo che potrebbe interessare la Spagna, costretta presto secondo gli analisti a chiedere aiuto finanziario all’Europa.

Il premier spagnolo Mariano Rajoy tuttavia ostenta ottimismo: “Nella politica europea si è incluso un obiettivo importante per la Spagna, cioé l’attenzione alla disoccupazione giovanile nella politica economica. Quando sono arrivato qui si parlava solo di rigore fiscale e austerità. Ora dopo nemmeno un anno si parla di crescita e unione bancaria”

Spiega l’inviata di Euronews al Consiglio, Isabel Marques da Silva: “Al di là della road map per l’unione bancaria, il 2013 è un anno che si annuncia difficile: si parla di recessione, di un possibile piano per la Spagna, e di controverse elezioni in Italia e in Germania. Elementi che hanno spinto i leader europei a posticipare le discussioni su un sistema di garanzia dei depositi dei risparmiatori e su un possibile budget della zona euro”.