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USA: il panico, poi i racconti dei bambini

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USA: il panico, poi i racconti dei bambini

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Il panico, la paura di non vedere più i genitori. I bambini che sono riusciti a scappare dalla sparatoria, portati via dalla polizia in una zona-cuscinetto prima del bosco, hanno raccontato ogni dettaglio. Ai genitori, alla polizia, anche alle televisioni. Chi racconta del rumore che facevano gli spari, chi parla della maestra che ha salvato alcuni bambini spingendoli subito dietro un riparo, chi racconta di quei primi momenti di paura:

“Quando stavamo andando alla riunione del mattino abbiamo sentito come degli spari e quindi ci siamo messi tutti per terra e il signor Martin ha chiuso la porta e siamo andati tutti nell’angolo”

“Ero nella palestra e ho sentito come sette colpi molto forti e gli insegnanti di ginnastica ci hanno detto di andare nell’angolo, ci siamo rannicchiati tutti e ho continuato a sentire i colpi”

“Siamo corsi come tutti gli altri genitori e abbiamo scoperto che non potevamo arrivare alla scuola. Per fortuna la caserma dei pompieri è vicina. E quindi hanno portato tutti, compresi i bambini, alla porta laterale della caserma”.

I genitori che hanno potuto riabbracciare i loro figli, che possono tirare un sospiro di sollievo, ora dovranno aiutarli non a dimenticare la sparatoria, ma a gestire le conseguenze dello schock. E non sarà facile. Né sarà facile capire esattamente come abbia potuto accadere.