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Un'Europa sempre più povera

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Un'Europa sempre più povera

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In Europa la povertà insidia anche le principali economie della zona euro.

Ieri a Parigi, alla presenza del premier Jean-Marc Ayrault, si è conclusa la Conferanza contro la povertà e a favore dell’inclusione sociale.

La Francia, seconda economia della zona euro, ha fatto della lotta alla miseria una causa nazionale.

Il governo presenterà un piano di 12 punti il 22 gennaio.
Investirà due miliardi e mezzo di euro per ridurre il numero dei poveri, che nell’esagono nel 2010 erano più di 8 milioni.

Otto milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà pari a 964 euro.

Nel 2013, Parigi vuole aumentare il contributo sociale del 2%, creare 8 mila posti letto in più per i senza tetto e mettere a punto misure volte a fermare per tempo l’indebitamento eccessivo delle famiglie.

In Italia, vivere sotto la soglia di povertà significa percepire meno di 700 euro.

Il 28% degli italiani nel 2011 era a rischio povertà, la povertà relativa coinvolgeva l’11 % delle famiglie, quella assoluta il 5%.

Malgrado l’arrivo del governo tecnico, che ha varato riforme importanti per il Paese, il peggioramento congiunturale ha portato a un aumento della disoccupazione dal 9 all’ 11%, il debito pubblico è continuato a crescere, a agosto si è avvicinato ai 2mila miliardi di euro, registrando un aumento di oltre il 3% . Il rapporto debito/pil è passato da 120 al 126%. Questo è dovuto anche al contestuale calo del Prodotto interno lordo che peggiora e si avvia a chiudere il 2012 con un calo su base annua del 2,8%. Peggiora anche il rapporto deficit/Pil (dal -2,5% al -2,8%) rimanendo comunque sotto la soglia dei trattati di Maastricht.

Anche la Germania, campione d’Europa, conferma questa tendenza.

Secondo l’istituto federale di statica tedesco, nel 2012 il 15% dei tedeschi vive sotto la soglia di povertà, pari a 939 euro.