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UE: premio Sakharov consegnato in absentia a dissidenti iraniani

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UE: premio Sakharov consegnato in absentia a dissidenti iraniani

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C’erano due sedie vuote, al centro dell’emiciclo di Strasburgo: erano quelle di Nasrin Sotudeh e Jafar Panahi, avvocato e regista iraniani, dissidenti, una rinchiusa nel carcere di Evin e l’altro ai domiciliari.

È in abstentia che è stato loro consegnato il premio Sakharov, e i messaggi inviati dai due sono stati letti da Shirin Ebadi, l’avvocato-dissidente che fu permiata con il Nobel per la pace nel 2003.

“Queste due sedie vuote – ha poi commentato la Ebadi – sono il segno di come si comporta il regime della Repubblica islamica con i propri cittadini”. “Un regime che da più di trent’anni governa comprimendo i diritti del suo popolo”.

Il Parlamento europeo ha chiesto al governo iraniano di liberare i dissidenti “senza condizioni”. Il presidente dell’europarlamento, Martin Shultz, ha precisato che questo è anche un premio al popolo iraniano.

Nasrin Sotudeh, nel messaggio che è riuscita a inviare, ha ricordato il dissidente cinese Liu Xiaobo e ha parlato delle rivoluzioni del sud-est asiatico e della primavera araba, fatta in nome dei diritti umani. “Ma – si è chiesta – quanti dei nuovi regimi li rispettano davvero?”

Jafar Panahi, regista pluripremiato tra l’altro a Cannes e Venezia, è stato rappresentato dal regista Costantin Costa-Gavras. Era presente anche Solmaz Panahi, la figlia del dissidente.