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Egitto: timori di scontri nelle manifestazioni

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Egitto: timori di scontri nelle manifestazioni

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Il referendum costituzionale di sabato si avvicina, ma nelle strade della capitale egiziana del Cairo l’atmosfera di queste ore è irreale. Manifestazioni sono annunciate per oggi, ma nessuno sa che cosa potrebbe accadere.

Non è stato istituito il coprifuoco, ma poco ci manca. I militari possono arrestare i civili con accuse indiziarie. Il discusso presidente Mohammed Morsi lotta contro il tempo. Il 19 dicembre il Fondo monetario internazionale dovrà approvare un credito da 4,8 miliardi di dollari, sborsando la prima quota. Il prestito deve servire per sostenere i piani del governo per ridurre un deficit che ormai è l’11% del Pil. I poteri speciali che Morsi si è dato però, non piacciono a molti: “La protesta non finirà fino a che il presidente Morsi e i fratelli musulmani non se ne andranno. Prima eravamo semplicemente contro i poteri speciali del presidente. Adesso il popolo vuole che questo regime se ne vada”.

La magistratura, attaccata da Morsi nelle settimane pasate, si illudeva di aver trovato un escamotage. I giudici avrebbero dovuto essere gli arbitri del referendum, ma bisognava garantire la legalità e la sicurezza del voto. Ed è proprio in nome di quella legalità, che i militari oggi possono compiere arresti pressoché arbitrari.