ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nobel all'UE: la cerimonia di consegna, Italia presente-assente

Lettura in corso:

Nobel all'UE: la cerimonia di consegna, Italia presente-assente

Dimensioni di testo Aa Aa

Una cerimonia che difficilmente ha toccato i cuori degli europei, per un premio che dell’Unione intende celebrare soprattutto il ruolo di pacificatore.

Ad Oslo, il diploma del premio Nobel per la pace è stato consegnato ai presidenti di Commissione e Consiglio europei, José Manuel Durao Barroso ed Hermann Van Rompuy.

La medaglia d’oro è invece stata rimessa a Martin Schultz, Presidente dell’Europarlamento. A differenza degli altri leader, Schultz non ha tenuto alcun discorso.

A spiegare il perché del Nobel per la pace all’Unione europea è stato Thorbjorn Jagland, il Presidente del Comitato del Nobel:

“Jean Monnet diceva che nulla può essere realizzato senza gli esseri umani, ma nulla diventa permanente senza le istituzioni.”

“L’Unione europea è stata costantemente una forza fondamentale per i processi di riconciliazione. In effetti l’Unione europea ha consentito di portare la fratellanza tra nazioni e la promozione dei congressi di pace dei quali Alfred Nobel scriveva nel suo lascito”.

Poi, Jagland si è rivolto direttamente a francesi e tedeschi, capaci di passare da una guerra così lacerante a una pace così profonda:

“La presenza qui oggi del Cancelliere tedesco Angela Merkel e del Presidente francese François Hollande rende questo giorno davvero particolare, simbolico”, ha detto Jagland.

I discorsi, inframmezzati da brani musicali, sono stati ascoltati da una nutrita platea di responsabili politici: oltre a Merkel e Hollande, seduti in prima fila, c’erano altri capi di Stato e di Governo. Mario Monti era seduto in seconda fila, tra il premier belga e quello finlandese.

Un’Italia semi-nascosta anche nei discorsi: Van Rompuy ha menzionato il Trattato di Roma, senza però citare alcuno dei protagonisti italiani della nascita dell’Europa unita.