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L'Italia sconta l'incertezza del dopo-Monti

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L'Italia sconta l'incertezza del dopo-Monti

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La reazione dei mercati finanziari alle annunciate dimissioni di Mario Monti era prevedibile e si è puntalmente concretizzata. Piazza Affari a picco, differenziale tra il bond italiano e il bund tedesco tornato oltre quota 360 punti, e un timore concreto per le prossime aste di titoli di stato.

Nello spazio di un fine settimana, l’Italia è tornata sulla graticola. E i commenti che arrivano dall’Europa non tentano nemmeno di dissimulare il timore che, archiviata la parentesi montiana, il paese abbandoni il rigore, vanificando sforzi e sacrifici degli ultimi dieci mesi.

Ma c‘è anche chi scommette che questa incertezza sia solo temporanea e che l’esperienza Monti abbia segnato una svolta da cui non si torna indietro.

Ne abbiamo parlato con Tito Boeri, docente di economia all’Università Bocconi di Milano.

Annibale Fracasso, euronews: L’annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti come previsto ha gelato i mercati di mezzo mondo con la borsa di milano a picco, spread alle stelle e il rendimento dei titoli italiani a 10 anni in rialzo. Una pioggia di vendite sta interessando tutti i comparti con una raffica di sospensioni al ribasso. Professor Tito Boeri, l’Italia torna drammaticamente nel ciclone dell’euro crisi?

Tito Boeri: C‘è una leggittima preoccupazione perchè un governo che aveva condotto un opera di risanamento importante e ci aveva ridato credibilità sullo scacchere internazionale, si trova oggi in una situazione di difficoltà. Il premier Monti ha annunciato le sue dimissioni e adesso c‘è una obiettiva incertezza su quello che ci attende in futuro. Io rimago comunque ottimista sullo scenario futuro italiano.

euronews: Le agenzie di notazione, le principali, hanno fatto sapere che alle prossime elezioni politiche non ci sarà una chiara maggioranza nel Parlamento italiano che quindi non sarà in grado di continuare con l’austerità introdotta negli ultimi 14 mesi da Monti?

Boeri: Probabilmente si andrà a votare con la vecchia legge elettorale, che è una legge elettorale sicuramente pessima. Però, a meno di sorprese, se vince il centro-sinistra ci sarebbe al suo fianco una coalizione di centro, con Monti in un ruolo importante, e questa coalizione potrebbe condizionare positivamente l’azione del nuovo governo di centro-sinistra, imponendo che l’agenda di riforme iniziata dal governo Monti continui anche nella prossima legislatura.

euronews: Per uno strano caso del destino, il Premier Monti ha annunciato a Cannes la decisione di rassegnare le dimissioni dopo l’approvazione della legge di stabilità. Tutto era iniziato proprio nella cittadina costiera francese con quel G8 in cui Merkel e Sarkozy avevano deriso l’azione governativa di Silvio Berlusconi. Cosa farà ora l’Europa?

Boeri: Credo che l’Europa guardi all’Italia con legittima apprensione.Tuttavia questa accelerazione della crisi per certi aspetti è positiva: perchè vuol dire che la campagna elettorale sarà più breve. Noi dovremmo già avere le elezioni a febbraio e quindi saremo nelle condizioni di avere un nuovo governo da inizio di marzo. Un governo rafforzato dal consenso popolare e quindi in grado di prendere decisioni anche più difficili. Io penso che gli italiani hanno capito di chi è la responsabilità della crisi e quindi questa volta non cadranno nelle promesse e nel populismo.