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USA: la Corte Suprema accoglie ricorsi sui matrimoni gay

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USA: la Corte Suprema accoglie ricorsi sui matrimoni gay

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Comunque vada a finire sarà un momento storico per gli Stati Uniti. La Corte Suprema si pronuncerà per la prima volta sui diritti delle coppie sposate omosessuali.

Le nozze gay, riconosciute in nove Stati americani su cinquanta, sono tuttavia interdette a livello federale.

Questo crea una serie di contraddizioni, per cui coniugi omosessuali, legalmente uniti in matrimonio, si trovano a non godere degli stessi diritti e benefici fiscali degli eterosessuali.

“Qualunque sia l’esito è elettrizzante sapere che la Corte si occuperà delle nostre famiglie e dei nostri diritti”, dice l’avvocato attivista Tara Borrel.

I giudici sono in maggioranza repubblicani. Ma le coppie gay sperano in un voto a sorpresa.

Due i ricorsi accolti. Il primo riguarda una legge varata in California nel 2008, che ha vietato diritti acquisiti dai coniugi gay, fino ad allora garantiti dalla Corte Suprema dello Stato.

“È giusto”, dichiara Randy Thomasson di SaveCalifornia.com e convinto oppositore delle nozze gay, “Perché la Costituzione degli Stati Uniti non tratta il matrimonio e il decimo emendamento dice che ciò che non rientra nei poteri federali compete agli Stati”.

Il secondo ricorso riguarda una clausola della legge federale introdotta nel 1996 sotto la presidenza di Bill Clinton, che contemplando solo le nozze fra uomo e donna, è considerata discriminante.