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Usa ancora senza accordo, sull'orlo del fiscal cliff

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Usa ancora senza accordo, sull'orlo del fiscal cliff

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Il “fiscal cliff” incombe, sempre più vicino per l’economia americana. A fine anno, senza un accordo in Parlamento, scatteranno automaticamente una serie di aumenti di imposte e tagli alle spese. Il nodo fondamentale resta quello dell’innalzamento delle tasse ai ricchi, che secondo i repubblicani minerebbe la crescita economica.

“Dobbiamo guardare alla nostra storia recente, per valutare l’impatto dell’incremento delle imposte sui redditi più alti. Come abbiamo visto nei ’90 e nei 2000, non c‘è relazione tra più bassi tassi marginali per i più benestanti e una maggiore crescita economica” ha affermato il senatore democratico Bob Casey.

Dopo una settimana di stallo le trattative sono riprese, ma per una soluzione prima di Natale occorrerà che il Congresso americano faccia gli straordinari.

Marco Rubio, senatore repubblicano, sostiene che “i veri milionari e miliardari hanno i migliori commercialisti e avvocati d’America.Qualunque cosa si faccia col codice tributario, loro riusciranno a trarne il massimo. A essere penalizzate saranno le piccole imprese, i cui proprietari non possono permettersi di fare lo stesso”.

Il raggiungimento di un accordo passa per l’innalzamento del tetto del debito, che ha già raggiunto il livello record di 16.200 miliardi di dollari.

Se il Paese rotolerà per il precipizio fiscale, le tasse per i ricchi saliranno automaticamente. È per questo che un crescente coro di repubblicani chiede ai suoi rappresentanti di smetterla di fare opposizione sterile per mettersi a negoziare su cosa ottenere in cambio.