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Riformare la polizia afghana è possibile?

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Riformare la polizia afghana è possibile?

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Esplosivi armi e droga. Ecco i materiali principali ricercati dalla polizia nel cosiddetto “anello d’acciaio” di Kabul. È la zona più sensibile dalla capitale afghana. L’intenzione di realizzare 25 punti di controllo attorno a quest’area è venuta ad EUPOL, la missione di addestramento che l’Unione Europea ha istituito nel 2007. L’obiettivo era quello di trasformare un esercito in forza di polizia al servizio della popolazione, per il rispetto e il mantenimento della legge. Il tentativo di normalizzare la situazione cambiando la mentalità in un paese in guerra da quarant’anni.

Dice una recluta: “Voglio servire il mio paese fino all’ultima goccia del mio sangue e in famiglia sono orgogliosi di me”.
La polizia resta uno dei principali obiettivi degli insorti. Ma dopo la partenza definitiva delle truppe Nato a fine 2014 sono in molti a pensare che i talebani avranno il sopravvento.

La cosa potrebbe rendere inutile lo sforzo economico dell’Unione Europea che paga circa 60 milioni di euro di denaro pubblico all’anno per questo scopo.

Alcuni futuri membri della polizia vanno a questa specie di accademia che ha diplomato finora 4500 nuovi ufficiali formati alla tecnica investigativa ai compiti di polizia e al rispetto dei diritti umani.

Dice un formatore: “La cosa più importante, quella che vorrebbero davvero imparare sono i diritti dei cittadini, imparano che anche le donne e i bambini hanno deii diritti. Quando spieghiamo loro i differenti tipi di crimini, gli agenti comprendono bene le differenze e vogliono anzi migliorare le nozioni che apprendono qui per applicare nei propri territori di competenza”.

Negli anni le forze di polizia si sono conquistate fama di esser violente, corrotte, incompetenti e incapaci. Dopo circa dieci anni di presenza Nato, un governo eletto e miliardi di euro in aiuto internazionale le cose sembra stiano cambiando. Seppure molto lentamente.

Afferma un esponente dell’Accademia di polizia: “La polizia adesso è più rispettata perché è aumentata la collaborazione con i cittadini. La gente ha fiducia nella polizia. Nei pochi casi in cui poliziotti ignoranti o violenti macchiano il nome della divisa, noi cerchiamo di educarli e organizziamo corsi speciali per loro”.

I poliziotti semplici ricevono il loro addestramento nei corsi organizzati dalla Nato in questa scuola tenuta da addestratori tedeschi e olandesi a Kunduz, nel nord del paese. Si tratta perlopiù di lezioni pratiche come in questo caso l’omicidio di una giovane madre. Servizio di quartiere e violenza di genere sono i temi principali dell’addestramento.

Per anni la polizia afghana si è occupata soprattutto di lotta al crimine violento e di indagini. Oggi i poliziotti apprendono ad interrogare testimoni, raccogliere prove, preparare rapporti e parlare con avvocati e procuratori.

150.000 effettivi e le donne sono quasi del tutto assenti. Le poche in servizio vegono utilizzate al massimo per portare caffé o fare pulizia.

Dice Karl Aghe Roghe capo della missione EUPOL: “Stiamo lavorando assieme con il fondo per le nazioni unite per reclutare donne nelle forze di polizia, per addestrarle per equipaggiarle e per essere sicuri che compiano compiti di polizia una volta che hanno finito il loro addestramento”.

In un paese dove l’87% delle donne secondo le Nazioni Unite soffre di una qualche forma di violenza un comandante donna è una cosa ancora abbastanza eccezionale.

Saba Sahar poliziotta e attrice è una specie di star da queste parti: “Un sacco di persone non sanno come fare una denuncia, quali diritti hanno e cosa chiedere alla Polizia. Questa serie tv spiega alle persone come comportarsi con la Polizia”.

Questo è un programma molto popolare. S’intitola “comandante Amanullah”, si trasmette da gennaio e si gira in una centrale di polizia di Kabul. Più che aiuto pedagogico Amanullah vorrebbe più mezzi, ma il budget è quello che é.
Hansjorg Haber responsabile UE per le operazioni civili: “Noi non abbiamo mezzi. A darceli dovrebbe essere la commsissione europea o un progetto di uno degli stati membri. Possiamo dire agli afghani cosa serve, ma non siamo in grado di darglielo noi”.

La missione EUPOL continuerà sino a fine 2014 quando le truppe della Nato si ritireranno. Considerando tutto quello che ci sarebbe ancora da fare e i rischi che si dovranno affrontare in seguito, la polizia afghana potrebbe avere bisogno di aiuto per molto tempo ancora. Più tempo e più soldi proprio quello che l’Afghanistan sembra non avere.