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La prima della Scala: proteste e poco sfarzo

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La prima della Scala: proteste e poco sfarzo

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Pochi gioielli e pellicce, poca ostentazione per la tradizionale prima della Scala: la protesta, quella, c’era come sempre. E Mario Monti la faceva da protagonista, davanti al tempio della lirica.

A lui veniva addebitata la responsabilità del rigore: disoccupati, operai a rischio, antagonisti hanno inscenato la loro rumorosa protesta, a tratti anche allegra, quasi folclorica. Solo alcuni antagonisti sono stati bloccati dalle forze dell’ordine prima che potessero raggiungere l’ingresso del teatro milanese.

Dentro, anche dentro, c’era Mario Monti in smoking, accompagnato dalla consorte e da vari ministri.

Non c’era il Presidente della Repubblica, Napolitano.

Quest’anno alla Scala hanno scelto il Lohengrin di Wagner, per l’apertura di stagione: con la magica bacchetta di Daniel Barenboim e una scenografia coraggiosa, per la quale s‘è registrata prevalenza di consensi. Naturalmente, dopo l’annunciata partenza del sovrintendente Lissner, sono in molti a sognare una Scala più italiana, più verdiana. Ma questo è un altro discorso, da affrontare forse il prossimo anno.