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Caso Magnitsky, Mosca contrattacca

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Caso Magnitsky, Mosca contrattacca

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Sul caso Magnitsky il Cremlino contrattacca. La Russia vieterà l’ingresso nel proprio territorio ai cittadini statunitensi che abbiano violato i diritti umani di persone di nazionalità russa. È una ritorsione dopo la decisione del Congresso di Washington di rifiutare il visto ai funzionari russi coinvolti nella vicenda Magnitsky.

Il commento di Alexei Pushkov, presidente della Commissione affari esteri della Duma:

“Riteniamo che si tratti di un provvedimento anti-russo, perché fra le centinaia o le migliaia di casi di individui morti in carcere, gli Stati uniti e il Congresso hanno preso spunto proprio da questo fatto specifico per fare una legge. È chiaro che si tratta di un’azione contro i russi”.

Fra le righe si insinua che Washington intenda punire Mosca per le sue prese di posizione a livello internazionale:

“Sono solo giochi politici, secondo me – dice una moscovita – Forse c‘è un significato dietro, ma in definitiva mi sembra solo un gioco politico”.

Giovedì il Congresso americano ha approvato una legge che impedisce l’entrata in territorio statunitense a chiunque sia implicato nella morte, avvenuta nel 2009, di Serguei Magnitski, un avvocato che, dopo aver accusato di riciclaggio poliziotti e agenti del fisco, era stato arrestato ed era morto in prigione per i maltrattamenti subiti.